
Skechers non possiede alcuna fabbrica di scarpe di proprietà. Il marchio americano, fondato nel 1992 a Manhattan Beach in California, opera secondo un modello definito « asset-light »: progetta i suoi prodotti negli Stati Uniti, poi affida l’intera produzione a una rete di produttori sotto contratto, principalmente situati in Asia.
Produzione Skechers: un modello senza fabbrica di proprietà
Questo funzionamento distingue Skechers da alcuni concorrenti che mantengono capacità industriali interne. Da Skechers, la produzione si basa interamente su subappaltatori. Le uniche infrastrutture possedute direttamente dal marchio riguardano la logistica, la personalizzazione limitata e il controllo qualità a fine linea.
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Concretamente, i team di design con sede in California elaborano i prototipi e i capitolati tecnici. I fornitori asiatici ricevono poi queste specifiche e si occupano della produzione. Questo schema consente a Skechers di rimanere flessibile sui volumi e di distribuire i rischi tra diversi partner industriali. Per comprendere meglio dove sono fabbricate le Skechers, è necessario guardare la mappa dei suoi fornitori piuttosto che cercare siti di produzione contrassegnati dal logo del marchio.
Le capacità che Skechers detiene di proprietà si concentrano sulla distribuzione. Il suo centro logistico nordamericano, certificato LEED Gold, si trova in California. In Europa, il marchio opera da impianti automatizzati in Belgio e nel Regno Unito, completati da centri in Cina e India.
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Paesi di produzione delle scarpe Skechers: Cina, Vietnam, Indonesia
La Cina ha a lungo costituito la base manifatturiera di Skechers. Il marchio ha fatto il suo debutto commerciale nel 2007, tramite una joint venture, e il primo negozio cinese ha aperto a Shanghai nel 2008. Le fabbriche cinesi sotto contratto hanno garantito per anni la maggior parte della produzione.
Questa geografia industriale è in evoluzione. Secondo i documenti depositati presso la SEC (Modulo 10-K per l’esercizio 2024), Skechers sta diversificando la sua produzione verso il Vietnam, l’Indonesia e la Cambogia. La quota della produzione cinese diminuisce in proporzione, a favore del Sud-est asiatico e, in misura minore, dell’America Latina.
Vari fattori spiegano questa redistribuzione:
- Le tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Cina hanno aumentato i rischi doganali e normativi per i marchi americani dipendenti da un solo paese fornitore.
- I costi del lavoro in Vietnam e Indonesia rimangono inferiori a quelli delle province costiere cinesi, rendendo questi paesi attraenti per la produzione di massa.
- La prossimità di alcuni bacini di materie prime (gomma naturale nel Sud-est asiatico, tessuti sintetici) riduce i tempi di approvvigionamento.
Skechers non pubblica la ripartizione esatta per paese. La tendenza generale, confermata nei suoi rapporti agli investitori, va verso una catena di approvvigionamento più dispersa geograficamente.
Controllo qualità e Codice di condotta dei fornitori Skechers
Delegare la produzione non significa rinunciare al controllo. Skechers impone a ogni fornitore un Codice di condotta che copre le condizioni di lavoro, le norme ambientali e il divieto di lavoro forzato.
Questo quadro ha assunto una dimensione particolare dopo la pubblicazione, nel 2020, del rapporto dell’Istituto australiano di strategia politica (ASPI) intitolato « Uiguri in vendita ». Questo rapporto accusava il governo cinese di trasferire lavoratori uiguri in fabbriche in condizioni assimilabili al lavoro forzato, e menzionava diversi grandi marchi internazionali.
Skechers ha reagito pubblicamente dichiarando di aver condotto indagini interne. Nella sua dichiarazione ufficiale, il marchio afferma di applicare il suo Codice di condotta dei fornitori e di monitorare il rispetto di questi impegni. Dal 2023, Skechers ha cessato ogni ricorso diretto a fornitori basati nella regione dello Xinjiang, secondo il suo rapporto di sostenibilità.
Tracciabilità delle materie prime
Il marchio impone ora ai suoi fornitori di documentare l’origine del cotone e delle fibre sintetiche tramite audit effettuati da terzi indipendenti. Questa esigenza risponde all’Uyghur Forced Labor Prevention Act, la legislazione americana che vieta l’importazione di prodotti legati al lavoro forzato in questa regione.

Logistica globale e centri di distribuzione Skechers
La produzione è solo un anello. Una volta che le scarpe sono prodotte in Asia, transitano attraverso una rete logistica che Skechers ha strutturato su più continenti.
- In Nord America, il centro principale certificato LEED Gold in California gestisce i flussi verso il mercato domestico e il commercio online.
- In Europa, gli impianti automatizzati in Belgio servono il continente, supportati da un centro regionale nel Regno Unito.
- Centri strategici in America centrale, America del Sud e Asia completano la rete per ridurre i tempi di consegna.
- Alcuni prodotti vengono spediti direttamente dalle fabbriche ai partner di distribuzione, senza transitare attraverso un centro Skechers.
Circa 5.300 negozi nel mondo (di proprietà di Skechers o di terzi) costituiscono l’ultimo anello prima del consumatore. Il mercato internazionale rappresenta oltre la metà del fatturato totale, il che spiega l’investimento in piattaforme logistiche regionali piuttosto che in un modello centralizzato.
La scelta di Skechers di non produrre in proprio si riflette anche nella sua strategia di distribuzione: il marchio combina vendita all’ingrosso presso grandi rivenditori, rete di boutique e vendita diretta online. Questa architettura commerciale si basa sulla stessa logica della produzione, ovvero minimizzare gli attivi fisici mantenendo il controllo sul prodotto finito e sull’esperienza del cliente.
Il passo successivo per Skechers sembra essere l’approfondimento della diversificazione geografica dei suoi fornitori. Le restrizioni normative americane ed europee sulla tracciabilità delle materie prime non faranno che rafforzarsi, e il marchio ha già avviato questo cambiamento con audit di terzi sistematici sull’origine delle fibre utilizzate nei suoi prodotti.